Delibera n. 419 del 16 aprile 2018 Prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da Gioco d'Azzardo: riparto alle Aziende Unità Sanitarie Locali del finanziamento indistinto dei Livelli Essenziali di Assistenza, quota finalizzata per la cura della dipendenza dal gioco d'azzardo, annualità 2017.
Delibera n. 419 del 16 aprile 2018 Prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da Gioco d'Azzardo: riparto alle Aziende Unità Sanitarie Locali del finanziamento indistinto dei Livelli Essenziali di Assistenza, quota finalizzata per la cura della dipendenza dal gioco d'azzardo, annualità 2017.
L'Agenzia regionale di sanità ha da poco reso disponibili i dati di consumo degli antibiotici in ospedale e sul territorio e, tramite la Rete di sorveglianza microbiologica e dell’antibiotico-resistenza in Toscana (SMART), i dati di prevalenza delle antibiotico-resistenze in Toscana aggiornati al 2016.
L'Agenzia regionale di sanità ha da poco reso disponibili i dati di consumo degli antibiotici in ospedale e sul territorio e, tramite la Rete di sorveglianza microbiologica e dell’antibiotico-resistenza in Toscana (SMART), i dati di prevalenza delle antibiotico-resistenze in Toscana aggiornati al 2016. La Rete SMART comprende tutti i laboratori di microbiologia presenti negli ospedali della regione. Questa nuova modalità di ricerca si affianca alle classiche rilevazioni di prevalenza delle infezioni correlate all’assistenza. In aggiunta, nel report, i dati toscani vengono messi a confronto con quelli italiani ed europei pubblicati dall'ECDC.
Una volta che la resistenza agli antibiotici si è diffusa, è difficile da controllare, proprio come un incendio. "Stare in guardia per contenere la prima scintilla" è uno dei messaggi che i CDC americani hanno utilizzato a commento dei dati sulla diffusione dell'antibiotico-resistenza negli USA.
Una volta che la resistenza agli antibiotici si è diffusa, è difficile da controllare, proprio come un incendio. Tipi nuovi o rari di antibiotico-resistenza fungono da scintille: se non vengono fermati rapidamente, possono degenerare.
"Stare in guardia per contenere la prima scintilla" è uno dei messaggi che i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) hanno utilizzato per commentare i dati sulla diffusione dell'antibiotico-resistenza e il nuovo piano di azione.
Più di 23mila americani muoiono ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. Sebbene le minacce di resistenza agli antibiotici varino a livello nazionale, il problema è stato riscontrato in ogni stato. I batteri con inusuale resistenza a tutti o alla maggior parte degli antibiotici testati, rari o portatori di particolari geni di resistenza, sono in costante sviluppo e diffusione.
Impegnare nuove risorse a livello nazionale, predisporre azioni tempestive e aggressive anche in presenza di un singolo caso, possono impedire ai germi con insolita resistenza di diffondersi nelle strutture sanitarie e causare infezioni difficili da trattare o addirittura non curabili.
Ad esempio, le stime dei CDC mostrano che questo approccio “aggressivo” potrebbe prevenire 1.600 casi di CRE (Enterobacteriaceae resistente ai Carbapenemi) in un singolo stato nell'arco di tre anni.
I dipartimenti sanitari potrebbero guidare la strategia di contenimento e agire rapidamente con le strutture sanitarie e i CDC al primo segno di resistenza insolita:
assicurandosi che tutte le strutture sanitarie sappiano quali siano i laboratori statali e locali disponibili e quali gli isolati (campioni perfetti – pure- di un germe) da inviare per il test e sviluppino un piano per rispondere rapidamente a geni e germi insoliti quando si presentano per la prima volta
valutando la qualità e la coerenza del controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie in tutto lo stato e aiutando a migliorare le pratiche
coordinandosi con le strutture sanitarie interessate, i nuovi laboratori regionali AR Lab Network e i CDC per ogni caso di resistenza insolita. Le indagini dovrebbero includere valutazioni sul controllo delle infezioni in loco e screening di colonizzazione per le persone che potrebbero essere state esposte e che potrebbero diffonderlo ad altri. Le azioni devono continuare fino al controllo della diffusione
fornendo i risultati di laboratorio e raccomandazioni tempestive alle strutture sanitarie interessate. Inoltre, se il paziente proviene da, o è stato trasferito in un'altra struttura, avvertire la struttura
La classificazione del diabete prevede attualmente due forme principali: il tipo 1 e il tipo 2. Un gruppo di ricercatori svedesi, autori di uno studio pubblicato su Lancet Diabetes & Endocrinology, ha individuato 5 specifici sottotipi per migliorare trattamento ed esiti del diabete di tipo 2.
Il diabete comprende un gruppo di disturbi metabolici cronici che condividono la caratteristica comune dell'iperglicemia: ciò significa che, in linea di principio, il diabete può essere diagnosticato tramite la misurazione di un singolo componente del sangue. L'aumento della glicemia può essere però causato da molteplici fattori, sia genetici che acquisiti, che riducono le concentrazioni circolanti di insulina o diminuiscono la sua efficacia, portando ad una eterogeneità nella presentazione clinica e nella progressione della malattia. La classificazione del diabete prevede attualmente due forme principali: il tipo 1 e il tipo 2. Il diabete di tipo 2, ad insorgenza in età adulta, rappresenta una condizione molto eterogenea.
Un importante traguardo della ricerca clinica e genetica sarebbe identificare specifici sottotipi per migliorare trattamento ed esiti, riducendo le complicanze. Un gruppo di ricercatori svedesi, autori di uno studio pubblicato su Lancet Diabetes & Endocrinology, ha tentato di individuare questa nuova classificazione.
Partendo dai dati della coorte Swedish All New Diabetics in Scania, i ricercatori hanno identificato 8.980 casi di diabete neodiagnosticato. Questi casi sono stati raggruppati in sei cluster diversi, definiti in base a sei variabili:
valutazione della funzione beta-cellulare e dell’insulino-resistenza (per mezzo del modello di valutazione omeostatico, HOMA).
Queste variabili sono state correlate ai dati successivamente registrati per questi pazienti rispetto allo sviluppo di complicanze e di prescrizione di farmaci. I dati sono stati quindi replicati su tre coorti indipendenti (Scania Diabetes Registry, 1.466 partecipanti; All New Diabetics in Uppsala, 844 partecipanti; Diabetes Registry Vaasa, 3.485 partecipanti).
Dall’analisi dei dati i ricercatori svedesi hanno individuato 5 gruppi di pazienti con diabete:
cluster 1: SAID = severe autoimmune diabetes cluster 2: SIDD = severe insulin-deficient diabetes cluster 3: SIRD = severe insulin-resistant diabetes cluster 4: MOD = mild obesity-related diabetes cluster 5: MARD = mild age-related diabetes
Dall’analisi dei cluster sono stati poi evidenziati i diversi rischi di sviluppare complicanze correlate come, ad esempio, la nefropatia nei diabetici attribuiti nel cluster 3 – SIRD o la retinopatia in quelli del cluster 2.
E' in fase di sviluppo una applicazione web per assegnare i pazienti a cluster specifici. Sicuramente questa classificazione può essere utile per prescrivere una terapia su misura per i pazienti con una diagnosi finora "generica" di diabete di tipo 2.
Per saperne di più:
The many faces of diabetes: addressing heterogeneity of a complex disease (Comment) Rob Sladek Lancet Diabetes & Endocrinology 2018 March 1 - online ahead of print
Novel subgroups of adult-onset diabetes and their association with outcomes: a data-driven cluster analysis of six variables Emma Ahlqvist, Petter Storm, Annemari Käräjämäki, et al. Lancet Diabetes & Endocrinology 2018 March 1 - online ahead of print