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Delibera n. 127 del 12 febbraio 2018
Approvazione delle linee di indirizzo per le aziende sanitarie regionali per la somministrazione dei medicinali OSP di cui alla delibera GRT n. 132 del 21 febbraio 2017.
Sostituzione allegato 1 con allegato A alla presente delibera.
Delibera n. 127 del 12 febbraio 2018
Approvazione delle linee di indirizzo per le aziende sanitarie regionali per la somministrazione dei medicinali OSP di cui alla delibera GRT n. 132 del 21 febbraio 2017.
Sostituzione allegato 1 con allegato A alla presente delibera.
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Testo Fonte: www.jamanetwork.com
JAMA ha recentemente pubblicato le nuove raccomandazioni della US Preventive Services Task Force sullo screening per il tumore ovarico in donne asintomatiche, ne riportiamo le indicazioni liberamente tradotte e sintetizzate dalla pagina dedicata alle pazienti.
JAMA ha recentemente pubblicato le nuove raccomandazioni della US Preventive Services Task Force sullo screening per il tumore ovarico in donne asintomatiche, ne riportiamo le indicazioni liberamente tradotte e sintetizzate dalla pagina dedicata alle pazienti.

Il tumore ovarico, che più di frequente si verifica a partire dai 45 anni di età, si presenta in molti casi con pochi o addirittura senza sintomi fino a quando non progredisce nelle fasi successive. Il trattamento generalmente include la chirurgia e talvolta la chemioterapia.

Quali test sono di solito utilizzati per lo screening del cancro ovarico?

Lo screening per il carcinoma ovarico può essere effettuato utilizzando un’ecografia per cercare eventuali anomalie nelle ovaie. Inoltre, un'altra opzione è la ricerca nel sangue del marcatore tumorale CA-125.
L'uso di esami pelvici di routine per lo screening delle condizioni ginecologiche generali, compreso il tumore ovarico, non è discusso all'interno di questa raccomandazione.

Qual è la popolazione di pazienti che devono essere considerati per lo screening ovarico?

Le raccomandazioni si applicano alle donne che non presentano segni o sintomi riconducibili ad un tumore ovarico, incluse le donne che hanno una storia familiare di cancro ovarico. Tuttavia, le raccomandazioni non si applicano alle donne che hanno una mutazione genetica, come BRCA1 o BRCA2, che le mette in una condizione di rischio più elevato.

Quali sono i potenziali benefici e i danni dello screening per il tumore ovarico?

Tra i potenziali benefici vi è la diagnosi precoce di un tumore che generalmente non causa sintomi nella fase iniziale. Tuttavia, 3 studi randomizzati hanno riscontrato che lo screening con ultrasuoni, con il test CA-125 o con entrambi, non diminuisce il tasso di mortalità totale.
Lo screening può inoltre generare un alto tasso di risultati falso-positivi, che possono determinare un potenziale danno quale trattamento non necessario: la diagnosi del sospetto tumore è generalmente confermata da un intervento chirurgico per rimuovere una o entrambe le ovaie, piuttosto che dalla biopsia. Il danno della rimozione chirurgica delle ovaie è chiaramente sostanziale nelle donne nelle quali viene poi accertata l’assenza di tumore.

Quanto è forte la raccomandazione per lo screening del cancro ovarico?

L'US Preventive Services Task Force conclude con “moderata certezza” che i potenziali danni dello screening per il carcinoma ovarico superano i potenziali benefici e quindi non raccomanda lo screening per il carcinoma ovarico in donne asintomatiche (raccomandazione "D"- Discourage the use of this service).

Per saperne di più:

Ci sembra importante non solo segnalare i documenti di US Preventive Services Task Force, ma anche i relativi commenti ed editoriali.

quadratino Ovarian Cancer ScreeningOvarian Cancer Screening 
US Preventive Services Task Force

logo nbst pagina dettaglio Per NBST
Solo Firenze e Pistoia hanno accesso a JAMA, ma questi articoli sono consultabili previa personale registrazione 

quadratino Screening for Ovarian Cancer in Asymptomatic Women
Karen H. Lu, MD
JAMA. 2018;319(6):557-558. doi:10.1001/jama.2017.21894 

quadratino  Screening for Ovarian Cancer (Patient page)
Jill Jin, MD, MPH
JAMA. 2018;319(6):624. doi:10.1001/jama.2017.22136 

quadratino  Screening for Ovarian CancerUS Preventive Services Task Force Recommendation Statement
US Preventive Services Task Force
JAMA. 2018;319(6):588-594. doi:10.1001/jama.2017.21926 

quadratino  Screening for Ovarian Cancer Updated Evidence Report and Systematic Review for the US Preventive Services Task Force
Jillian T. Henderson, PhD; Elizabeth M. Webber, MS; George F. Sawaya, MD
JAMA. 2018;319(6):595-606. doi:10.1001/jama.2017.21421 

Editoriali

quadratino Is There a Future for Ovarian Cancer Screening?
Steven A. Narod, MD
JAMA Intern Med. Published online February 13, 2018. doi:10.1001/jamainternmed.2018.0591 
  NBST NON ha accesso JAMA Internal Medicine, ma l’editoriale è consultabile gratuitamente online

quadratino  Screening for Ovarian Cancer in Asymptomatic Women
Karen H. Lu, MD
JAMA. 2018;319(6):557-558. doi:10.1001/jama.2017.21894 

quadratino  The Yet Unrealized Promise of Ovarian Cancer Screening
Charles W. Drescher, MD; Garnet L. Anderson, PhD
JAMA Oncol. Published online February 13, 2018. doi:10.1001/jamaoncol.2018.0028 
  NBST NON ha accesso JAMA Internal Medicine, ma l’editoriale è consultabile gratuitamente online

E’ stato inoltre pubblicato in JAMA Oncology uno studio che ha considerato la “cost-effectiveness” dello screening negli Stati Uniti, costruendo un modello di simulazione basato sui dati di “UK Collaborative Trial of Ovarian Cancer Screening” (UKCTOCS).

quadratino  Estimating Cost-effectiveness of a Multimodal Ovarian Cancer Screening Program in the United States Secondary Analysis of the UK Collaborative Trial of Ovarian Cancer Screening (UKCTOCS)
Haley A. Moss, MD, MBA; Andrew Berchuck, MD; Megan L. Neely, PhD; et al.
JAMA Oncol. 2018;4(2):190-195. doi:10.1001/jamaoncol.2017.4211 
  NBST NON ha accesso a JAMA Oncology

Linkiamo inoltre al portale pARSis di ARS Toscana per i dati di mortalità per tumore dell´ovaio

logo tab Mortalità per tumore dell´ovaioMortalità per tumore dell´ovaio
dati suddivisi per Aziende Usl
Toscana, 2012-2014


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Testo Fonte: www.onlinelibrary.wiley.com
Cochrane ha pubblicato quattro revisioni sugli effetti della vaccinazione antinfluenzale in alcuni gruppi di popolazione: bambini sani, adulti sani, anziani, pazienti immunodepressi per patologie tumorali. Per ogni categoria sono state analizzate le evidenze, che riportiamo sulla base delle conclusioni degli autori.
Cochrane, attraverso i suoi collaboratori e autori di revisioni sistematiche della letteratura, raccoglie e sintetizza le migliori evidenze scientifiche per aiutare nelle scelte tra le varie strategie terapeutiche.
Nel “Cochrane Database of Systematic Reviews”, sono state pubblicate nel mese di febbraio quattro revisioni sugli effetti della vaccinazione antinfluenzale in determinati gruppi di popolazione:
  • bambini sani
  • adulti sani
  • anziani
  • pazienti immunodepressi a causa di patologie tumorali.
Per ogni categoria sono state determinate le evidenze, che sinteticamente riportiamo sulla base delle conclusioni degli autori, consigliando però anche l’attenta lettura in lingua inglese delle revisioni.

Nei bambini di età compresa tra 3 e 16 anni, i vaccini antinfluenzali vivi riducono probabilmente l'influenza (evidenza di moderata certezza) e possono ridurre l'ILI - Influenza-like illness (evidenza di bassa certezza), in una singola stagione influenzale. In questa popolazione anche i vaccini inattivati riducono l'influenza (evidenze di elevata certezza) e possono ridurre l'ILI (evidenze di bassa certezza). Per entrambi i tipi di vaccini, la riduzione assoluta dell'influenza e della ILI varia considerevolmente tra gli studi di popolazione, rendendo difficile prevedere come questi risultati si traducano in contesti diversi. Pochissimi sono gli studi randomizzati controllati in bambini sotto i due anni di età. Inoltre, i dati sugli eventi avversi non sono ben descritti negli studi disponibili e appaiono necessari approcci standardizzati per la definizione, l'accertamento e la segnalazione di eventi avversi. Gli autori specificano però che l'identificazione di tutti i casi globali di potenziali danni esula dallo scopo delle revisioni.

Gli adulti sani che ricevono un vaccino influenzale parenterale inattivato, piuttosto che nessun vaccino, rischiano meno di contrarre l’influenza, da poco più del 2% a poco meno dell'1% (prove di sicurezza moderata). Probabilmente hanno anche un minor numero di ILI (Influenza-like illness) dopo la vaccinazione, ma il grado di beneficio espresso in termini assoluti varia nei diversi contesti. La variazione della protezione contro ILI può essere dovuta in parte alla classificazione dei sintomi. La certezza dell'evidenza per le riduzioni ridotte dei ricoveri e il tempo perduto al lavoro è bassa.
I vaccini aumentano il rischio di una serie di eventi avversi, compreso un piccolo aumento della febbre, ma i tassi di nausea e vomito sono incerti. Anche l'effetto protettivo della vaccinazione nelle donne in gravidanza e nei neonati è molto modesto. Non è stata rilevata alcuna prova di un'associazione tra vaccinazione antinfluenzale e eventi avversi gravi negli studi comparativi considerati in questa recensione. Gli autori precisano anche che ben 15 studi inclusi erano finanziati dall'industria (29%).

Gli anziani che ricevono il vaccino influenzale possono avere un rischio inferiore di influenza (dal 6% al 2,4%) e probabilmente hanno un rischio inferiore di ILI (Influenza-like illness ) rispetto a quelli che non ricevono una vaccinazione nel corso di una singola stagione influenzale (da 6 da% a 3,5%). Ci sono incertezze su quanto grande sarà la differenza di questi vaccini nelle diverse stagioni. Si sono verificati pochissimi decessi e non sono stati riportati dati sul ricovero ospedaliero. Nessun caso di polmonite si è verificato in uno studio che ha riportato questo risultato e non sono disponibili informazioni sufficienti per valutare i danni relativi alla febbre e alla nausea in questa popolazione.
Purtroppo le evidenze di un minor rischio d’influenza e ILI con la vaccinazione sono limitate da bias nella progettazione o nella conduzione degli studi e la mancanza di dettagli riguardo ai metodi usati per confermare la diagnosi d’influenza limita l'applicabilità di questo risultato. Inoltre, le prove disponibili relative alle complicanze sono di scarsa qualità, insufficienti o vecchie e non forniscono indicazioni chiare per la salute pubblica in merito alla sicurezza, efficacia o efficacia su campo (safety, efficacy, effectiveness) dei vaccini antinfluenzali per le persone di età pari o superiore a 65 anni. La società dovrebbe investire nella ricerca di una nuova generazione di vaccini antinfluenzali per gli anziani.

Nei pazienti con tumori, i dati osservazionali suggeriscono una mortalità minore e meno eventi correlati alle infezioni grazie alla vaccinazione antinfluenzale. La forza delle evidenze è limitata dal numero di studi e dal basso grado di evidenza. Sembra che le prove, anche se deboli, dimostrino che i benefici superano i potenziali rischi quando si vaccinano contro l'influenza adulti con tumori. Tuttavia, ulteriori studi RCT, confrontati con placebo o in assenza di trattamento per la vaccinazione antinfluenzale tra gli adulti con tumore sono eticamente discutibili. Non ci sono evidenze conclusive riguardo l'uso di vaccini antinfluenzale adiuvati rispetto ai non adiuvati in questa popolazione.

Per saperne di più:

NBST non ha accesso diretto al periodico

quadratino Vaccines for preventing influenza in healthy children
Tom Jefferson, Alessandro Rivetti, Carlo Di Pietrantonj, Vittorio Demicheli
Cochrane Database of Systematic Reviews Online Publication Date: February 2018 DOI: 10.1002/14651858.CD004879.pub5 
  Authors' conclusions
In children aged between 3 and 16 years, live influenza vaccines probably reduce influenza (moderate-certainty evidence) and may reduce ILI (low-certainty evidence) over a single influenza season. In this population inactivated vaccines also reduce influenza (high-certainty evidence) and may reduce ILI (low-certainty evidence). For both vaccine types, the absolute reduction in influenza and ILI varied considerably across the study populations, making it difficult to predict how these findings translate to different settings.
We found very few randomised controlled trials in children under two years of age. Adverse event data were not well described in the available studies. Standardised approaches to the definition, ascertainment, and reporting of adverse events are needed. Identification of all global cases of potential harms is beyond the scope of this review.

quadratino Vaccines for preventing influenza in healthy adults
Vittorio Demicheli, Tom Jefferson, Eliana Ferroni, Alessandro Rivetti, Carlo Di Pietrantonj
Cochrane Database of Systematic Reviews.Online Publication Date: February 2018 DOI: 10.1002/14651858.CD001269.pub6
  Authors' conclusions
Healthy adults who receive inactivated parenteral influenza vaccine rather than no vaccine probably experience less influenza, from just over 2% to just under 1% (moderate-certainty evidence). They also probably experience less ILI following vaccination, but the degree of benefit when expressed in absolute terms varied across different settings. Variation in protection against ILI may be due in part to inconsistent symptom classification. Certainty of evidence for the small reductions in hospitalisations and time off work is low. Protection against influenza and ILI in mothers and newborns was smaller than the effects seen in other populations considered in this review.
Vaccines increase the risk of a number of adverse events, including a small increase in fever, but rates of nausea and vomiting are uncertain. The protective effect of vaccination in pregnant women and newborns is also very modest. We did not find any evidence of an association between influenza vaccination and serious adverse events in the comparative studies considered in this review. Fifteen included RCTs were industry funded (29%).

quadratino Vaccines for preventing influenza in the elderly
Vittorio Demicheli, Tom Jefferson, Carlo Di Pietrantonj, Eliana Ferroni, Sarah Thorning, Roger E Thomas, Alessandro Rivetti
Cochrane Database of Systematic Reviews Online Publication Date: February 2018 DOI: 10.1002/14651858.CD004876.pub4
  Authors' conclusions
Older adults receiving the influenza vaccine may have a lower risk of influenza (from 6% to 2.4%), and probably have a lower risk of ILI compared with those who do not receive a vaccination over the course of a single influenza season (from 6% to 3.5%). We are uncertain how big a difference these vaccines will make across different seasons. Very few deaths occurred, and no data on hospitalisation were reported. No cases of pneumonia occurred in one study that reported this outcome. We do not have enough information to assess harms relating to fever and nausea in this population.
The evidence for a lower risk of influenza and ILI with vaccination is limited by biases in the design or conduct of the studies. Lack of detail regarding the methods used to confirm the diagnosis of influenza limits the applicability of this result. The available evidence relating to complications is of poor quality, insufficient, or old and provides no clear guidance for public health regarding the safety, efficacy, or effectiveness of influenza vaccines for people aged 65 years or older. Society should invest in research on a new generation of influenza vaccines for the elderly.

quadratino Influenza vaccines in immunosuppressed adults with cancer
Roni Bitterman, Noa Eliakim‐Raz, Inbal Vinograd, Anca Zalmanovici Trestioreanu, Leonard Leibovici, Mical Paul
Cochrane Database of Systematic Reviews Online Publication Date: February 2018 DOI: 10.1002/14651858.CD008983.pub3
  Authors' conclusions
Observational data suggest lower mortality and infection-related outcomes with influenza vaccination. The strength of evidence is limited by the small number of studies and low grade of evidence. It seems that the evidence, although weak, shows that the benefits overweigh the potential risks when vaccinating adults with cancer against influenza. However, additional placebo or no-treatment controlled RCTs of influenza vaccination among adults with cancer is ethically questionable.There is no conclusive evidence regarding the use of adjuvanted versus non-adjuvanted influenza vaccine in this population.

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Testo Fonte: www.acc.org
Le società scientifiche di cardiologia americane hanno appena aggiornato le linee guida per l’ipertensione. La soglia di normalità si abbassa a valori inferiori a 120/80 mmHg e secondo i nuovi criteri, quasi un americano su 2 rientra nella categoria degli ipertesi
Le società scientifiche di cardiologia americane hanno appena aggiornato le linee guida per l’ipertensione. La soglia di normalità si abbassa a valori inferiori a 120/80 mmHg e secondo i nuovi criteri, quasi un americano su 2 rientra nella categoria degli ipertesi. Promosse le misurazioni casalinghe della pressione per rivelare i casi di ipertensione da camice bianco e ipertensione mascherata. Per migliorare la compliance le nuove linee guida consigliano le associazioni a dose fissa di più principi attivi in un’unica compressa.

Tante le novità dell’edizione 2017, a cominciare dalla classificazione. Rispetto all’edizione 2003 del JNC7, scompare la categoria della ‘pre-ipertensione’ (in precedenza indicata da valori di 120-139 mmHg per la sistolica e 80-89 mmHg) e si abbassa il livello di normalità, non più 140/90, ma 120/80 mmHg.

Ipertensione: la nuova classificazione USA

Per ‘normale’ da oggi si intende una sistolica inferiore a 120 mmHg e una diastolica inferiore a 80 mmHg.
La pressione è ‘elevata’ per valori di sistolica compresi tra 120 e 129 mmHg e di diastolica inferiore agli 80 mmHg.
L’ipertensione viene invece classificata di stadio 1 in caso di sistolica 130-139 mmHg o diastolica 80-89 mmhg e come ipertensione di stadio 2 in caso di valori di sistolica ≥ 140 mmHg o di diastolica ≥ 90 mmHg.
Si parla di crisi ipertensiva per valori di sistolica > 180 mmHg e di diastolica > 120 mmHg. In questo caso gli autori consigliano una correzione farmacologica in assenza di sintomi o il ricovero ospedaliero in presenza di segni o sintomi di danno d’organo.


ipertensione lineeguida 2017


Per approfondire abbiamo pensato di dare alcuni spunti di letteratura:
quadratino Redefining Hypertension - Assessing the new blood-pressure guidelines.
Bakris G, Sorrentino M. N Engl J Med. 2018 Jan 17. doi: 10.1056/NEJMp1716193
OPEN ACCESS

quadratino Diagnosis and Treatment of Hypertension in the 2017 ACC/AHA Guidelines and in the Real World.
John P. A. Ioannidis. JAMA. Published online December 14, 2017. doi:10.1001/jama.2017.19672. 
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FREE PER TUTTI, MA SOLO DOPO PERSONALE REGISTRAZIONE 

quadratino The New 2017 ACC/AHA Guidelines "Up the Pressure" on Diagnosis and Treatment of Hypertension.
Greenland P, Peterson E. JAMA. 2017 Nov 20. doi: 10.1001/jama.2017.18605.
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FREE PER TUTTI, MA SOLO DOPO PERSONALE REGISTRAZIONE 

quadratino Prevention, Detection, Evaluation, and Management of High Blood Pressure in Adults.
Cifu AS, Davis AM. JAMA. 2017 Nov 20. doi: 10.1001/jama.2017.18706.
logo nbst pagina dettaglio Accessibile per Firenze e Pistoia
FREE PER TUTTI, MA SOLO DOPO PERSONALE REGISTRAZIONE 

quadratino The 2017 Clinical Practice Guideline for High Blood Pressure.
Whelton PK, Carey RM. JAMA. 2017 Nov 20. doi:10.1001/jama.2017.18209.
logo nbst pagina dettaglio Accessibile per Firenze e Pistoia
FREE PER TUTTI, MA SOLO DOPO PERSONALE REGISTRAZIONE 

quadratino The 2017 Hypertension Clinical Practice Guidelines, Full Text
J Am Coll Cardiol. 2017 Nov 7. pii: S0735-1097(17)41519-1.
logo nbst pagina dettaglio Disponibile in NBST 

quadratino The 2017 Hypertension Clinical Practice Guidelines, Executive Summary
J Am Coll Cardiol. 2017 Nov 7. pii: S0735-1097(17)4151.
logo nbst pagina dettaglio Disponibile in NBST 

quadratino Systematic Review for the 2017 Hypertension Clinical Practice Guidelines
J Am Coll Cardiol. 2017 Nov 7. pii: S0735-1097(17)41517-8.
logo nbst pagina dettaglio Disponibile in NBST 

quadratino Potential U.S. Population Impact of the 2017 American College of Cardiology/American Heart Association High Blood Pressure Guideline.
Muntner P, Carey RM, Gidding S, Jones DW, Taler SJ, Wright JT Jr, Whelton PK.
Circulation. 2017;CIRCULATIONAHA.117.032582 Originally published November 13, 2017.
logo nbst pagina dettaglio Disponibile in NBST 

quadratino JACC. Key points from the 2017 Guideline for the Prevention, Detection, Evaluation, and Management of High Blood Pressure in Adults
   
quadratino New England Journal Watch. New multisociety hypertension guideline is released
   
quadratino l'articolo di commento Ipertensione. Ecco le nuove linee guida americane (AHA/ACC): scendono soglie minime di allerta su quotidianosanita.it

 
 




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Testo Fonte: www.onlinelibrary.wiley.com
Un team della University College London ha condotto una revisione sistematica degli studi pubblicati sul ruolo che la nutrizione svolge nello sviluppo della fragilità.
In particolare, i ricercatori hanno esaminato l'associazione tra dieta mediterranea e fragilità negli anziani e tra gli studi considerati nella revisione, è stato incluso "Invecchiare in Chianti", l'indagine svolta in Toscana.
Sebbene non sia stato raggiunto un criterio standard di definizione, la fragilità è generalmente descritta come uno stato di maggiore vulnerabilità dovuto all'accumulo, correlato all'età, di deficit e basse riserve fisiologiche.

Generalmente è contraddistinta negli anziani dalla presenza di alcune caratteristiche fisiche: perdita di peso, affaticamento, riduzione della forza muscolare, basso livello di attività fisica e riduzione della velocità di movimento. E la sua prevalenza è in aumento con l'invecchiamento e costituisce un indicatore del rischio di disabilità.
Gli anziani definiti “fragili” hanno infatti maggiori probabilità di soffrire di problemi quali, cadute, fratture, disabilità, demenza, morte prematura e conseguenti rischi di ospedalizzazione e ricovero in strutture per lunga degenza.

Si ritiene che la nutrizione svolga un ruolo cruciale nello sviluppo della fragilità e un team guidato da Kate Walters e Gotaro Kojima della University College London ha condotto una revisione sistematica degli studi pubblicati su questo tema. In particolare, i ricercatori hanno esaminato l'associazione tra dieta mediterranea e lo sviluppo della fragilità negli individui più anziani.

L'analisi ha selezionato inizialmente 125 studi. Infine, solo quattro studi sono stati considerati, condotti rtispettivamente in Francia, Spagna, Italia e Cina su un totale di 5789 persone. La revisione ha concluso che tanto più fedelmente gli anziani aderivano ai precetti della dieta mediterranea (ricca di pesce, legumi, frutta secca, frutta e verdura), tanto minore era il rischio di divenire “fragili”.

Tra gli studi considerati, è stato incluso anche "Invecchiare in Chianti", l'indagine durata quindici anni e condotta in Toscana, nel Chianti appunto. Ideata e promossa dal gerontologo Luigi Ferrucci, la ricerca ha analizzato i processi di invecchiamento della popolazione residente.

Per saperne di più:

quadratino Adherence to Mediterranean Diet Reduces Incident Frailty Risk: Systematic Review and Meta-Analysis
Kojima G, Avgerinou C, Iliffe S and Walters K.
Jounal of American Geriatric Society, version online: 11 JAN 2018 | DOI: 10.1111/jgs.15251
logo nbst pagina dettaglio NON disponibile in NBST
l'articolo può essere richiesto alla  propria biblioteca di riferimento
   
quadratino leggi anche l'articolo sullo studio Invecchiare in Chianti:
Invecchiare in Chianti: A higher adherence to a Mediterranean-style diet is inversely associated with the development of frailty in community-dwelling elderly men and women.
Talegawkar SA, Bandinelli S, Bandeen-Roche K, Chen P, Milaneschi Y, Tanaka T, Semba RD, Guralnik JM, Ferrucci L.
J Nutr. 2012 Dec;142(12):2161-6




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