È ormai consolidato che la trasmissione di COVID-19 avviene comunemente in spazi chiusi
Se ben mantenuti e adattati per l'uso, durante la pandemia COVID-19, i sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria (HVAC) possono avere un ruolo complementare nel diminuire la potenziale trasmissione aerea di SARS-CoV-2
Dovrebbero essere considerati quattro tipi d’interventi non farmaceutici (NPI) per ridurre la potenziale trasmissione aerea di SARS-CoV-2 in spazi chiusi:
il controllo delle possibili fonti di COVID-19 in spazi chiusi
controlli manutentivi in ambienti chiusi ventilati meccanicamente (mediante sistemi HVAC) e ventilati naturalmente
controlli amministrativi
e comportamento protettivo personale.
Cosa contiene l'attuale aggiornamento rispetto al report di giugno:
Nuove scoperte chiave che enfatizzano quattro tipi di NPI per ridurre il rischio di trasmissione di SARS-CoV-2 in spazi chiusi
Riferimenti aggiornati sulle prove di trasmissione in spazi chiusi
Raccomandazioni basate sulle nuove evidenze e su guide nazionali e internazionali
Una panoramica dei documenti di raccomandazioni nazionali sulla ventilazione nel contesto del COVID-19, sulla base di una indagine inviata ai ECDC’s National Focal Points (NFPs) Preparedness and Response e ai NFP per l'influenza e altre malattie respiratorie.
Dall'inizio della pandemia, l'OMS ha adottato misure per prevenire la sovrabbondanza di informazioni talvolta false su Covid. Lo stesso hanno fatto gli editori di Wikimedia per assicurare notizie da fonti autorevoli.
Dall'inizio della pandemia, l'OMS ha adottato misure per prevenire l’infodemia - definita come "una sovrabbondanza di informazioni e la rapida diffusione di notizie, immagini e video ingannevoli o falsificati".
Anche gli editori di Wikimedia sono stati in prima linea per prevenire la diffusione di informazioni errate sul coronavirus, assicurando che le informazioni sulla pandemia si basassero su fonti affidabili e regolarmente aggiornate su Wikipedia. In questa ottica, nasce la collaborazione dell'Organizzazione mondiale della sanità e di Wikimedia Foundation per ampliare l'accesso a informazioni affidabili su COVID-19, attraverso Wikipedia.
Wiki, Wikimedia, Wikipedia, MediaWiki
Sempre più persone cercano informazioni rapide e sintetiche, ricorrendo alla ricerca online. Il termine "wiki" è derivato da un vocabolo hawaiano che significa “quick”, “veloce”.
Wikimedia è il nome collettivo per un gruppo di progetti correlati tra loro. Include Wikipedia, Wiktionary, Wikisource, Wikibooks, e altri, che mirano ad utilizzare il potere di collaborazione della rete ed il concetto wiki, per creare e condividere liberamente conoscenza di qualsiasi genere.
Wikipedia è un progetto di Wikimedia che consiste in un'enciclopedia online globale, gratuita e multilingua. È il maggiore e più antico progetto di Wikimedia, precedente alla stessa Fondazione Wikimedia. Wikipedia è descritto normalmente come un wiki, ma di fatto è una collezione di più di 200 wiki, uno per lingua, che utilizzano il software MediaWiki.
OMS e Wikimedia insieme per favorire una corretta informazione
In un momento in cui i paesi affrontano continui incrementi della pandemia e la stabilità sociale dipende sempre più dalla comprensione condivisa dei fatti, la collaborazione tra OMS e Wikimedia permetterà di rendere disponibili informazioni attendibili, recenti e affidabili su Covid-19.
La collaborazione si svilupperà con la licenza the Creative Commons Attribution-ShareAlike e si potrà quindi accedere e condividere infografiche, video e altre risorse OMS su Wikimedia Commons, una libreria digitale di immagini e altri contenuti multimediali gratuiti.
Con nuove risorse, gli oltre 250.000 editori volontari di Wikipedia potranno anche ampliare ed espandere la copertura informativa su COVID-19 del sito, che attualmente offre più di 5.200 articoli relativi al coronavirus in 175 lingue. Le informazioni e i documenti redatti dall'OMS saranno anche tradotti nelle lingue nazionali e regionali, grazie alla vasta rete di volontari di Wikipedia.
Attualmente, è possibile accedere alla serie di infografiche dell'OMS su Wikimedia Commons. Le infografiche, che si concentrano sull'affrontare idee sbagliate comuni su COVID-19, sono disponibili anche per gli editori di Wikipedia per incorporarle negli articoli di Wikipedia.
Nei prossimi mesi, la Wikimedia Foundation e l'OMS continueranno a inserire risorse su Wikimedia Commons; collaboreranno inoltre con gli editori volontari di Wikipedia per comprendere meglio le lacune nelle esigenze di informazione sugli articoli di Wikipedia relativi a COVID-19 e come le risorse dell'OMS possono aiutare a colmarle. Inoltre, in base alla licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike, altre organizzazioni, individui e siti web potranno condividere più facilmente questi materiali sulle proprie piattaforme senza dover affrontare restrizioni di copyright più rigorose.
Questo è solo l'esempio di una delle infografiche che l'OMS mette a disposizione. E' semplicissimo mostrarle sul proprio sito web: basta copiare e incollare il codice HTML.
Le infografiche sono davvero molte e riguardano tante informazioni: NON indossare la mascherina quando si fa attività fisica all'aperto, gli antibiotici NON prevengono la malattia, aggiungere pepe alle pietanze NON previene né cura la malattia.... E ce ne sono moltissime altre che potete trovare World Health Organization COVID-19 disinformation infographics.
L'obiettivo degli studi sull’uso del plasma dei pazienti convalescenti da COVID-19 è verificare e valutare se può favorire lo sviluppo di anticorpi per neutralizzare il virus e/o ridurne la carica virale. La terapia con plasma iperimmune è ancora sperimentale e il suo uso si configura come appropriato in condizioni di necessità ed urgenza.
Il plasma iperimmune, è uno dei temi principali nell’emergenza da Covid-19, sia dal punto di vista medico-scientifico quanto da quello mediatico. Purtroppo quest’ultimo genera in molti casi informazioni “distorte” e inevitabile confusione.
Persone mai infettate dal virus SARS-CoV2 con anticorpi cross-reattivi: due studi retrospettivi, uno svolto nel Regno Unito e l’altro nell'Africa subsahariana e negli Stati Uniti.
E’ stato rilevato da due studi retrospettivi, uno svolto nel Regno Unito e l’altro nell'Africa subsahariana e negli Stati Uniti.
Nel primo studio Preexisting and de novo humoral immunity to SARS-CoV-2 in humans i ricercatori hanno scoperto che alcune persone, in particolare i bambini, hanno anticorpi reattivi alla SARS-CoV-2 nel sangue, nonostante non siano mai stati infettati dal virus.
Nel secondo High prevalence of pre-existing serological cross-reactivity against SARS-CoV-2 in sub-Sahara Africa, notando che il numero di infezioni e morti da COVID-19 nell'Africa sub-sahariana è rimasto basso rispetto a quelli in America, Europa e Asia, gli autori hanno ipotizzato che la disparità potesse essere dovuta al fatto che la regione ha avuto livelli più elevati di esposizione ad altri coronavirus prima della pandemia, con un conseguente grado di immunità contro SARS-CoV-2.