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ALCOLISMO. Alcohol Use in Patients with Chronic Liver Disease
L'alcoolismo è la causa di morte del 6,8% dei soggetti occidentali di sesso maschile e del 2,2% di quelli di sesso femminile. In alcol viene speso il 2% circa del PIL in Occidente. Dal 1993 l'OMS ha individuato un test (Alcohol Use disorder Identification Test, AUDIT, eseguibile online), che identifica i soggetti a rischio su cui è necessario intervenire. L'articolo costituisce un aggiornamento sulle epatopatie alcoliche e degli interventi possibili, fino al trapianto.

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ALCOLISMO.Alcohol Use in Patients with Chronic Liver Disease
L'alcoolismo è la causa di morte del 6,8% dei soggetti occidentali di sesso maschile e del 2,2% di quelli di sesso femminile. In alcol viene speso il 2% circa del PIL in Occidente. Dal 1993 l'OMS ha individuato un test (Alcohol Use disorder Identification Test, AUDIT, eseguibile online), che identifica i soggetti a rischio su cui è necessario intervenire. L'articolo costituisce un aggiornamento sulle epatopatie alcoliche e degli interventi possibili, fino al trapianto.

CARDIOLOGIA.
- Another Shock for Sudden Death Prevention after Myocardial Infarction
- Wearable Cardioverter–Defibrillator after Myocardial Infarction
Nei primi mesi dopo un infarto miocardico la possibilità di morte improvvisa da aritmia è particolarmente alta, soprattutto nei pazienti con bassa gettata sistolica. Il trial esamina la possibilità di contenere questo rischio con un defibrillatore completamente impiantabile. Per quanto la mortalità per aritmia si riveli leggermente più bassa nei casi trattati, rispetto ai controlli, tuttavia la differenza non raggiunge la significatività statistica. Nell'editoriale si ritiene questo dato non sufficientemente attendibile, data la scarsa numerosità degli episodi critici da contabilizzare, tanto che gli Autori consigliano l'uso del defibrillatore impiantabile fino a definitiva prova contraria.

TOSSICOLOGIA, MEDICINA D'URGENZA, EMATOLOGIA.
- An Outbreak of Synthetic Cannabinoid–Associated Coagulopathy in Illinois
- Hemorrhagic Highs from Synthetic Cannabinoids — A New Epidemic
La "spice" o "K2" è una nuova droga che sembra marijuana e invece è una miscela di erbe essiccate, spruzzata con un cannabinoide artificiale che genera situazioni intermedie fra calmo benesse ed euforia, ma anche una importante riduzione dell'attività respiratoria. Lo studio descrive un altro pericolosissimo effetto della "spice": un'azione anticoagulante (valori INR>20) simile a quella generata dal dicumarolo, identificata la scorsa primavera nei Pronto soccorso dell'Illinois, per il verificarsi di diatesi emorragiche in consumatori di questa sostanza. Non è noto a quale additivo artificiale, tra quelli spruzzati sull'erba, sia dovuto questo effetto. L'editoriale, dati alla mano, avverte dell'insorgenza di questa nuova epidemia.



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Ricordiamo che al New England Journal Medicine:
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a cura del dottor. Luigi Tonelli, Direttore sanitario - Misericordia di Sesto Fiorentino



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Decreto Giunta regionale n. 15397 del 26 settembre 2018
DGR 672/2018 - approvazione Bando Ricerca Salute 2018. sul BURT n. 41 PARTE III del 10/10/208 - Supplemento n. 170
Decreto Giunta regionale n. 15397 del 26 settembre 2018
DGR 672/2018 - approvazione Bando Ricerca Salute 2018. sul BURT n. 41 PARTE III del 10/10/208 - Supplemento n. 170
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Testo Fonte: www.ema.europa.eu
Non poche preoccupazioni hanno destato uno studio danese e le comunicazioni dell'EMA relative alla presenza di sostanze ritenute “probabilmente cancerogene” nei medicinali a base di valsartan e di altri sartani: candesartan, irbesartan, losartan e olmesartan. Sotto accusa la contaminazione con NDMA e NDEA.
Nel mese di luglio, ha destato molte preoccupazioni la notizia della presenza, nei medicinali a base di valsartan, di una sostanza ritenuta “probabilmente cancerogena”, la N-nitrosodimetilammina (NDMA). I medicinali a base di valsartan vengono utilizzati per il trattamento dell’ipertensione arteriosa e dell’insufficienza cardiaca e nei pazienti che hanno subito un infarto cardiaco. La presenza di NDMA è stata riscontrata nel principio attivo valsartan prodotto dall’officina della Zhejiang Huahai Pharmaceuticals (Cina).

Uno studio danese, recentemente pubblicato da BMJ, ha monitorato 5150 pazienti che già assumevano medicinali contenenti valsartan al 1 gennaio 2012 (anno in cui sono stati modificati i processi di produzione della della Zhejiang Huahai Pharmaceuticals) o che avevano iniziato l’uso tra il 2012 e il 30 giugno 2017.

I partecipanti non avevano patologie tumorali antecedenti allo studio ed avevano un’età di 40 anni o superiore: sono stati seguiti da un anno dopo l’inserimento nella coorte di studio, per un periodo che gli autori osservano essere comunque relativamente breve: valore mediano di 4,6 anni.
I risultati non evidenziano un rischio complessivo a breve termine marcatamente aumentato di tumore, negli utilizzatori di valsartan contaminati con NDMA. Tuttavia, l'incertezza persiste in merito all’esito per i singoli tumori e sono necessari studi con un follow-up più lungo per valutare il rischio a lungo termine.

Nell’ “editoriale” collegato allo studio, viene asserito che gli enti preposti alla regolamentazione dei medicinali hanno agito rapidamente, ma viene ribadito che i pazienti esposti richiedono ancora un monitoraggio a lungo termine. Nel breve articolo vengono delineate le linee di azione intraprese a livello non solo europeo e viene evidenziata l’importanza dei registri che, come nel caso dello studio danese, hanno consentito di accedere ai dati necessari.

L'EMA (European Medicines Agency) ha pubblicato il 13 settembre un Aggiornamento sulla rivalutazione dei medicinali a base di valsartan, citando lo studio dal BMJ alla fine del comunicato.
Nel testo, si legge: “In linea con la precedente valutazione dell’EMA, il rischio di sviluppare il cancro nell’arco della vita è considerato basso e si stima sia nel range di 1 su 5,000 per un paziente adulto che abbia assunto un medicinale a base di valsartan contenente NDMA alla più alta dose (320 mg) ogni giorno da Luglio 2012 a Luglio 2018”.

Sempre nel mese di settembre EMA, a seguito della rilevazione di livelli molto bassi di N-nitrosodietilammina (NDEA) in un’altra sostanza attiva, losartan, prodotta da Hetero Labs in India, ha esteso la revisione ai medicinali a base di altri quattro "sartani": candesartan, irbesartan, losartan e olmesartan.

L'Agenzia europea precisa comunque che non vi è alcun rischio immediato per i pazienti. Pertanto consiglia ai pazienti di non interrompere l'assunzione di losartan o altri medicinali a base di sartani senza averne parlato col proprio medico.


Per saperne di più:

quadratino Use of N-nitrosodimethylamine (NDMA) contaminated valsartan products and risk of cancer: Danish nationwide cohort study
BMJ 2018; 362, 3851 (Published 12 September 2018)
Open access
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quadratino Editorials. Regulatory response to contaminated valsartan
BMJ 2018; 362, 3855 (Published 12 September 2018)
Open access
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quadratino EMA 2018 september 13 - Update on review of valsartan medicines
quadratino EMA 2018 – versione in italiano di AIFA - Comunicazione EMA sulla rivalutazione dei medicinali a base di valsartan
quadratino EMA 2018 september - Valsartan: review of impurities extended to other sartan medicines









immagine:by Mrsiraphol
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Da LANCET NEUROLOGY. Cortical neuronal densities and cerebral white matter demyelination in multiple sclerosis: a retrospective study
Sulla base dei rilievi autoptici sono stati identificati pazienti deceduti per sclerosi multipla, in prevalenza della forma progressiva, ma con aree demielinizzate spinali ma non sottocorticali, con invece segni di degenerazione neuronale. Gli Autori ritengono che si possa ipotizzare una forma nosologica con aspetti clinici di sclerosi multipla, ma con aspetti neuropatologici e probabilmente etiologia diversi.

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Da LANCET NEUROLOGY.Cortical neuronal densities and cerebral white matter demyelination in multiple sclerosis: a retrospective study
Sulla base dei rilievi autoptici sono stati identificati pazienti deceduti per sclerosi multipla, in prevalenza della forma progressiva, ma con aree demielinizzate spinali ma non sottocorticali, con invece segni di degenerazione neuronale. Gli Autori ritengono che si possa ipotizzare una forma nosologica con aspetti clinici di sclerosi multipla, ma con aspetti neuropatologici e probabilmente etiologia diversi.

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Delibera n. 1056 del 24 settembre 2018
L.R.51/2018. Linee di indirizzo per il recupero dei minori non in regola con gli adempimenti vaccinali.
Delibera n. 1056 del 24 settembre 2018
L.R.51/2018. Linee di indirizzo per il recupero dei minori non in regola con gli adempimenti vaccinali.