PSICHIATRIA.Inflamed depression Il professore Edward Bullmore, cattedratico di Psichiatria all Università di Cambridge, ha pubblicato pochi mesi fa un libro nel quale mette in relazione la depressione con l'infiammazione. In questo articolo presenta il libro e questa sua ipotesi, che gli è venuta in mente quando dopo una vaccinazione antitifica si è sentito depresso per qualche giorno. Le prove che porta di questa correlazione sembrano poche, però trova una ragione neuroanatomica nel nervo vago, con la sua lunghissima estensione dal midollo allungato a tutto il corpo, che potrebbe, dice lui, riunire corpo e mente.
PSICHIATRIA.Inflamed depression Il professore Edward Bullmore, cattedratico di Psichiatria all Università di Cambridge, ha pubblicato pochi mesi fa un libro nel quale mette in relazione la depressione con l'infiammazione. In questo articolo presenta il libro e questa sua ipotesi, che gli è venuta in mente quando dopo una vaccinazione antitifica si è sentito depresso per qualche giorno. Le prove che porta di questa correlazione sembrano poche, però trova una ragione neuroanatomica nel nervo vago, con la sua lunghissima estensione dal midollo allungato a tutto il corpo, che potrebbe, dice lui, riunire corpo e mente.
Un nuovo studio, recentemente pubblicato su JAMA, ha considerato l'utilizzo di un algoritmo per determinare la durata del trattamento antibiotico nelle infezioni da stafilococco. Nei pazienti con infezioni semplici, la durata della terapia antibiotica è stata ridotta di circa 2 giorni rispetto a quella tradizionale.
I risultati dello studio clinico randomizzato, pubblicati su JAMA, hanno dimostrato che l'uso dell'algoritmo, confrontato con il solito standard di cura, ha prodotto:
un tasso di successo clinico non inferiore nei pazienti con batteriemia da stafilococco
non è stato associato in modo significativo con un numero maggiore di eventi avversi gravi correlati alle infezioni
anche se l’interpretazione è limitata da ampi intervalli di confidenza.
Nei pazienti con infezioni semplici e non complicate, la durata della terapia antibiotica è stata ridotta di circa 2 giorni rispetto alla terapia tradizionale (la durata media della terapia è stata di 4,4 giorni per la terapia basata sull'algoritmo vs 6,2 giorni per la pratica abituale).
Gli autori osservano che mentre gli stafilococchi sono i patogeni più comunemente identificati nelle infezioni del flusso sanguigno, la durata ottimale della terapia antibiotica per batteriemia causata da Staphylococcus aureus o coagulase-negative staphylococci è sconosciuta e le attuali raccomandazioni di trattamento si basano su prove limitate. Di conseguenza, le pratiche di trattamento variano notevolmente, portando in alcuni casi a un uso degli antibiotici inutilmente prolungato.
Lo studio ha incluso 509 pazienti con infezioni da stafilococco in 16 ospedali negli Stati Uniti e in Spagna. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a terapia antibiotica guidata da algoritmo o basata sul trattamento praticato abitualmente, in cui il medico curante ha determinato l'antibiotico e la durata della terapia.
Nel gruppo sottoposto a terapia con algoritmo, sono stati predefiniti la selezione degli antibiotici e la durata della terapia sulla base di criteri clinici (compresi i risultati di emocoltura, dell'ecocardiogramma e dei segni di diffusione dell'infezione), utilizzati per determinare se l'infezione fosse semplice, senza o con complicazioni.
Secondo l'algoritmo:
i pazienti con batteriemia da stafilococco coagulasi-negativo semplice o senza complicazioni, hanno ricevuto rispettivamente fino a 3 giorni o 5 giorni di terapia antibiotica
mentre i pazienti con batteriemia da Staphylococcus aureus non complicata hanno ricevuto 14 giorni di terapia
i casi complicati hanno ricevuto da 28 a 42 giorni di trattamento antibiotico. I casi di batteriemia da “aureus” ricevono un trattamento antibiotico più lungo rispetto a quelli causati da stafilococchi coagulasi-negativi perché associati a morbilità e mortalità più elevate.
Il risultato è evidenziato anche in un commento che accompagna lo studio: "Considerando che la vancomicina è l'antibiotico più comunemente prescritto negli ospedali per acuti negli Stati Uniti, una riduzione di 3 giorni per una condizione di incidenza elevata come la batteriemia da stafilococco coagulasi-negativa non complicata potrebbe avere un considerevole effetto sulla salute pubblica".
MEDICINA INTERNA, NEUROLOGIA.Raised intracranial pressure in those presenting with headache Cefalea associata a ipertensione endocranica. Etiologia (box 2) e esame clinico (fundoscopia in box 3).
GERONTOLOGIA.Aging, Cell Senescence, and Chronic Disease Emerging Therapeutic Strategies L' invecchiamento è il primo fattore di rischio di malattia, invalidità, morte. Secondo l'articoloi i processi che caratterizzano l'invecchiamento sono infiammazione cronica, disfunzione delle macromolecole come il DNA, ridotta capacità riparativa cellulare, invecchiamento cellulare. I quattro processi sono integrati e in particolare la senescenza cellulare si caratterizza per il SASP (Senecence-Associated Secretory Phenotype) con produzione di citochine, chemochine, fattori di crescita e proteasi, che a loro volta innescano gli altri processi di invecchiamento. I farmaci "senolitici" (ad es. l'antineoplastico inibitore della tirosin-chinasi Dasatinib o il flavonoide antiossidante Quercitina) hanno in vitro l'effetto di eliminare le cellule senescenti e sembra che siano in grado di prolungare la vita degli animali da esperimento. Evitando l'effetto potenziante delle cellule invecchiate sugli altri fattori, i senolitici potrebbero essere un contrasto all' invecchiamento umano.
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