Deliberazione n. 133 del 10 febbraio 2020 Aggiornamento della Rete Regionale per le Malattie Rare secondo il modello delle reti cliniche regionali e delle reti europee per le malattie rare.
Deliberazione n. 133 del 10 febbraio 2020 Aggiornamento della Rete Regionale per le Malattie Rare secondo il modello delle reti cliniche regionali e delle reti europee per le malattie rare.
In un momento in cui l’attenzione di tutti è focalizzata sulla diffusione del nuovo coronavirus, riteniamo importante segnalare due atti che la Regione Toscana ha da poco promulgato: uno specifico per il coronavirus e l'altro fondamentale per la corretta organizzazione dei servizi, ancor più in questo momento.
Una task force regionale, coordinata dal dirigente del settore prevenzione collettiva della Regione è stata istituita il 3 febbraio con il decreto n.1188 per definire organizzazione e modalità di lavoro in seguito alla diffusione dell'epidemia da coronavirus. Alla task force partecipano le direzioni sanitarie delle aziende, i rappresentanti dei laboratori, l'organizzazione del 118 e la componente sanitaria della Protezione civile, l'Agenzia regionale di sanità, l'igiene pubblica, la rappresentanza di medici di medicina generale e pediatri, un rappresentante delle terapie intensive, malattie infettive, pronto soccorso, servizio prevenzione e protezione, e una componente delle professioni sanitarie, a cui si affiancano le competenze regionali dei settori ospedaliero e territoriale e quello della comunicazione e ufficio stampa.
La task force si riunirà una volta la settimana, sarà operativa H24 e rimarrà in contatto costante con la task force ministeriale. Primo compito della task force regionale sarà quello di rendere operativi gli indirizzi del Ministero per combattere la trasmissione del coronavirus 2019-nCoV e tradurli in linee guida, raccomandazioni e procedure operative a livello regionale, optando per strumenti di facile lettura e interpretazione negli snodi decisionali. Tutto ciò si traduce in un supporto costante alle Aziende sanitarie.
Inoltre, per una corretta organizzazione dei servizi, ancor più in questo momento con la diffusione dell'epidemia del nuovo coronavirus, la Regione promulga la delibera n. 74 sulla riorganizzazione delle attività dei Laboratori di Microbiologia clinica. All'interno della delibera si legge: “L’obiettivo è realizzare una rete regionale di laboratori di Microbiologia clinica organizzati in modo da garantire prestazioni rapide e ad elevato contenuto diagnostico, che siano accessibili a tutti gli utilizzatori, in un’ottica di equità e costo-efficacia per il sistema sanitario regionale”.
Cosa conta di più nell’assistenza primaria: il numero di assistiti, l’organizzazione o le dotazioni? I fondi previsti dalla legge finanziaria per le apparecchiature sanitarie ai medici di medicina generale e pediatri aiuteranno a migliorare l'assistenza e ridurre le liste d'attesa? Leggi il nostro approfondimento.
Nel chiederci quale sia la dimensione ottimale del "panel di pazienti" nelle cure primarie, stiamo ponendo la domanda nel modo giusto? Non sarebbe più opportuno domandarci quali siano le risorse e i modelli di assistenza che facilitino la gestione ottimale degli assistiti da parte dei medici di base e quali forniscano un'assistenza primaria di qualità per l'intera popolazione?
Esiste un numero ideale di pazienti per ciascun medico curante?
Una componente chiave per la salute della popolazione resta comunque il medico di famiglia, responsabile della cura di un numero definito di pazienti. Determinare l'ottimale dimensione del gruppo di assistiti di un medico curante a tempo pieno, è un’impresa complessa che richiede il bilanciamento tra:
le esigenze del sistema (accesso del paziente alle cure, efficacia o qualità clinica, esperienza del paziente e costi) e
le esigenze del fornitore (soddisfazione del medico, tempo adeguato per offrire l’assistenza, prevenzione del burnout dovuto a un eccessivo carico di lavoro).
Secondo quanto riportato nella letteratura internazionale, il numero di pazienti assistiti da ogni medico varia considerevolmente (da < 1000 a > 4000 pazienti per ogni medico a tempo pieno) e non è chiaro se questo livello di variabilità sia giustificabile.
Un metodo frequente per il calcolo è stato quello di moltiplicare il numero di “spazi” disponibili ogni giorno per il numero di giorni di attività del medico, dividendo il prodotto per il numero medio di visite per ciascun paziente per anno (di solito il numero effettivo di visite effettuate nel precedente anno). Questo metodo non tiene però conto di molte attività che si verificano al di fuori delle tradizionali visite cliniche, quali ad esempio le comunicazioni con il paziente (contatti telefonici, e-mail, redazione di certificati e ricette). Alcuni studi hanno anche cercato di stimare le ore necessarie per fornire le cure raccomandate per la prevenzione e il trattamento di 10 malattie croniche in un panel di 2500 pazienti, sottintendendo che un numero ridotto di pazienti sarebbe necessario per fornire cure di alta qualità.
Nella revisione sono stati considerati i risultati di studi che affrontano vari aspetti dell’assistenza erogata:
sicurezza ed efficacia (qualità clinica)
centralità del paziente
tempestività (incluso l’accesso)
efficienza (inclusi i costi) ed equità
burnout del medico.
I risultati e le conclusioni della revisione affermano che le prove non sono sufficienti a fornire raccomandazioni, basate su evidenze, per stabilire la dimensione ottimale del “panel” che permetta di raggiungere risultati positivi sulla salute. In sintesi, l’evidenza dell'associazione tra dimensioni del “panel” di assistenza primaria e gli obiettivi di cura è, nella migliore delle ipotesi, modesta. I pochi studi disponibili forniscono al massimo il “segnale” che l'aumento della dimensione può essere associato con un modesto peggioramento della qualità clinica e dell’esperienza del paziente. Le raccomandazioni si basano quindi più sull'esperienza storica che sull'evidenza.
A conclusione dell’editoriale si legge: “crediamo che un team di medici di assistenza primaria ben addestrato e con risorse adeguate trarrà il massimo dagli investimenti per la loro formazione e contribuirà a creare esperienze migliori per pazienti e clinici, costi inferiori e un migliore accesso alle cure”.
Strumenti diagnostici per i medici di famiglia stanziati in finanziaria
Senza addentrarci nel dibattito che inevitabilmente ha preceduto e seguito l’approvazione, la legge finanziaria per il 2020 (G.U. 30 dicembre 2019 S.O n.45 della G.U.), ha previsto uno stanziamento specifico per la dotazione di nuove apparecchiature sanitarie per i medici di medicina generale.
Commi da 449 a 450 - Apparecchiature sanitarie dei medici di medicina generale: una parte del Fondo per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico (ex art. 20 Legge 68/1988), per una cifra pari a 235,8 milioni, è destinato all’acquisto di apparecchiature sanitarie per le prestazioni di competenza dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, allo scopo di “favorire la presa in carico e ridurre il fenomeno delle liste di attesa”.
Il Ministero della Salute ha predisposto il 28 gennaio 2020 il decreto con le norme attuative di quanto stabilito dalla Finanziaria. Ora il testo dovrà essere approvato in Conferenza Stato-Regioni.
Per poter accedere ai finanziamenti, le Regioni, entro 60 giorni dall’approvazione da parte della Conferenza, dovranno provvedere alla stesura di un piano dei fabbisogni per l’utilizzo delle risorse assegnate. Teniamo a evidenziare che è prevista anche la possibilità per i medici di dotarsi autonomamente di apparecchiature. Questo potrà portare i MMG ad una gestione ottimale dei pazienti, in base alle singole realtà.
Riportiamo la tabella di ripartizione prevista del fondo, effettuata su base capitaria:
Per saperne di più:
What Is the Optimal Primary Care Panel Size?: A Systematic Review Paige NM, Apaydin EA, Goldhaber-Fiebert JD, Mak S, Miake-Lye IM, Begashaw MM, Severin JM, Shekelle PG. Ann Intern Med. 2020 Jan 21. doi: 10.7326/M19-2491. [Epub ahead of print] NBST non ha accesso alla rivista: richiedi l'articolo in biblioteca.
Optimal Panel Size: Are We Asking the Right Question? Sinsky CA, Brown MT. Ann Intern Med. 2020 Jan 21. doi: 10.7326/M19-3673. [Epub ahead of print] No abstract available. NBST non ha accesso alla rivista: richiedi l'articolo in biblioteca.