Nel chiederci quale sia la
dimensione ottimale del "panel di pazienti" nelle cure primarie, stiamo ponendo la domanda nel modo giusto? Non sarebbe più opportuno domandarci
quali siano le risorse e i modelli di assistenza che facilitino la gestione ottimale degli assistiti da parte dei medici di base e quali forniscano un'assistenza primaria di qualità per l'intera popolazione?
Esiste un numero ideale di pazienti per ciascun medico curante?
Una
revisione sistematica e il
collegato editoriale recentemente pubblicati, inducono a molte riflessioni.
Una componente chiave per la salute della popolazione resta comunque il
medico di famiglia, responsabile della cura di un numero definito di pazienti.
Determinare l'ottimale dimensione del gruppo di assistiti di un medico curante a tempo pieno, è un’
impresa complessa che richiede il bilanciamento tra:
- le esigenze del sistema (accesso del paziente alle cure, efficacia o qualità clinica, esperienza del paziente e costi) e
- le esigenze del fornitore (soddisfazione del medico, tempo adeguato per offrire l’assistenza, prevenzione del burnout dovuto a un eccessivo carico di lavoro).
Secondo quanto riportato nella letteratura internazionale, il
numero di pazienti assistiti da ogni medico varia considerevolmente (da < 1000 a > 4000 pazienti per ogni medico a tempo pieno) e non è chiaro se questo livello di variabilità sia giustificabile.
Un
metodo frequente per il calcolo è stato quello di moltiplicare il numero di
“spazi” disponibili ogni giorno per il numero di giorni di attività del medico, dividendo il prodotto per il numero medio di visite per ciascun paziente per anno (di solito il numero effettivo di visite effettuate nel precedente anno).
Questo metodo non tiene però conto di molte attività che si verificano al di fuori delle tradizionali visite cliniche, quali ad esempio le comunicazioni con il paziente (contatti telefonici, e-mail, redazione di certificati e ricette).
Alcuni studi hanno anche cercato di
stimare le
ore necessarie per fornire le cure raccomandate per la
prevenzione e il trattamento di 10 malattie croniche in un panel di 2500 pazienti, sottintendendo che un numero ridotto di pazienti sarebbe necessario per fornire cure di alta qualità.
Nella revisione sono stati considerati i
risultati di studi che affrontano vari aspetti dell’assistenza erogata:
- sicurezza ed efficacia (qualità clinica)
- centralità del paziente
- tempestività (incluso l’accesso)
- efficienza (inclusi i costi) ed equità
- burnout del medico.
I risultati e le conclusioni della revisione affermano che
le prove non sono sufficienti a fornire raccomandazioni, basate su evidenze, per stabilire la dimensione ottimale del “panel” che permetta di raggiungere risultati positivi sulla salute.
In sintesi, l’evidenza dell'associazione tra dimensioni del “panel” di assistenza primaria e gli obiettivi di cura è, nella migliore delle ipotesi, modesta. I pochi studi disponibili forniscono al massimo il “segnale” che l'aumento della dimensione può essere associato con un modesto peggioramento della qualità clinica e dell’esperienza del paziente.
Le raccomandazioni si basano quindi più sull'esperienza storica che sull'evidenza.
A conclusione dell’editoriale si legge: “crediamo che un
team di medici di assistenza primaria ben addestrato e con risorse adeguate
trarrà il massimo dagli investimenti per la loro formazione e contribuirà a creare
esperienze migliori per pazienti e clinici, costi inferiori e un migliore accesso alle cure”.
Strumenti diagnostici per i medici di famiglia stanziati in finanziaria
Senza addentrarci nel dibattito che inevitabilmente ha preceduto e seguito l’approvazione, la
legge finanziaria per il 2020 (G.U. 30 dicembre 2019 S.O n.45 della G.U.), ha previsto uno stanziamento specifico per la
dotazione di nuove apparecchiature sanitarie per i medici di medicina generale.
Commi da 449 a 450 - Apparecchiature sanitarie dei medici di medicina generale: una parte del Fondo per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento tecnologico (ex art. 20 Legge 68/1988), per una cifra pari a 235,8 milioni, è destinato all’acquisto di apparecchiature sanitarie per le prestazioni di competenza dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, allo scopo di “favorire la presa in carico e ridurre il fenomeno delle liste di attesa”.
Il Ministero della Salute ha predisposto il 28 gennaio 2020
il decreto con le norme attuative di quanto stabilito dalla Finanziaria. Ora il testo dovrà essere approvato in Conferenza Stato-Regioni.
Per poter accedere ai finanziamenti, le
Regioni, entro 60 giorni dall’approvazione da parte della Conferenza, dovranno provvedere alla stesura di un
piano dei fabbisogni per l’utilizzo delle risorse assegnate. Teniamo a evidenziare che è prevista anche la possibilità per i medici di dotarsi autonomamente di apparecchiature. Questo potrà portare i MMG ad una gestione ottimale dei pazienti, in base alle singole realtà.
Riportiamo la tabella di ripartizione prevista del fondo, effettuata su base capitaria:
Per saperne di più:
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