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Els C, Jackson TD, Kunyk D, Lappi VG, Sonnenberg B, Hagtvedt R, Sharma S, Kolahdooz F, Straube S.
Adverse events associated with medium- and long-term use of opioids for chronic non-cancer pain: an overview of Cochrane Reviews.
Cochrane Database Syst Rev. 2017 Oct 30;10:CD012509.

Els C, Jackson TD, Kunyk D, Lappi VG, Sonnenberg B, Hagtvedt R, Sharma S, Kolahdooz F, Straube S.
Adverse events associated with medium- and long-term use of opioids for chronic non-cancer pain: an overview of Cochrane Reviews.
Cochrane Database Syst Rev. 2017 Oct 30;10:CD012509.

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Testo Fonte: www.thelancet.com
Il collegamento tra cambiamenti climatici e salute pubblica è sempre più chiaro. Lancet ha recentemente pubblicato un editoriale e un report sugli effetti del cambiamento climatico sulla salute e sui benefici derivanti da una risposta immediata al cambiamento.
Lancet ha recentemente pubblicato un editoriale Counting down to climate change e un report che si occupa specificatamente dell'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute: The Lancet Countdown on health and climate change: from 25 years of inaction to a global transformation for public health.

Generalmente il cambiamento climatico è discusso nel contesto del suo impatto futuro, ma questo report di Nick Watts e dei suoi colleghi, pubblicato il 30 ottobre, espone l'urgenza di una risposta immediata per contrastare gli effetti concreti del riscaldamento globale. La revisione completa descrive i primi risultati di un'iniziativa globale. Si annuncia che aggiornerà annualmente gli indicatori del cambiamento climatico e dei suoi effetti sulla salute.



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Testo Fonte: jamanetwork.com/journals/jama
La chirurgia robotica è emersa come un'opzione chirurgica alternativa minimamente invasiva. JAMA, in un recente editoriale Robotic-assisted surgery balancing evidence and implementation pone l'attenzione sulla chirurgia robotica e commenta due articoli pubblicati.
JAMA, in un recente editoriale "Robotic-Assisted Surgery Balancing Evidence and Implementation" pone l'attenzione sulla chirurgia robotica e commenta due articoli pubblicati nello stesso fascicolo:


Negli ultimi 2 decenni, procedure chirurgiche laparoscopiche sono state sviluppate per una grande varietà di interventi. La chirurgia laparoscopica consente il completamento di una procedura attraverso incisioni più piccole rispetto alla laparotomia.

Per molte procedure, è stato dimostrato che la laparoscopia è sicura ed è associata a un minor numero di complicazioni, ospedalizzazione più breve e ritorno più veloce alle normali funzioni rispetto alla laparotomia.

Più recentemente, è emersa la chirurgia robotica come un'opzione chirurgica alternativa minimamente invasiva.
La strumentazione laparoscopica è collegata a un dispositivo robotizzato controllato a distanza da un chirurgo. La tecnologia assistita da robot consente la visualizzazione tridimensionale, maggiore campo di movimento della strumentazione e migliora l'ergonomia del chirurgo.
La tecnologia per interventi di chirurgia assistita roboticamente, inizialmente utilizzata per la prostatectomia radicale, è stata studiata e promossa per una varietà di altre procedure.

In Toscana, l'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi ha recentemente eseguito il prelievo di rene da donatore vivente e, per la prima volta in Italia, un trapianto "robotico" di rene con prelievo da donatore a cuore fermo. L'intervento è stato possibile grazie al sistema di supporto vitale ecmo (extracorporeal membrane oxygenation), in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca.
Nel mese di settembre, sempre grazie alla stessa tecnologia, in 48 ore sono stati eseguiti altri 7 trapianti di rene.




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Nell'azienda USL-Centro, dalle postazioni di Firenze e Pistoia è possibile accedere al full text degli studi 




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Testo Fonte: www.sanita24.ilsole24ore.com
Il 2 novembre è stata sancita l'intesa dalla Conferenza Stato Regioni sul Piano Nazionale di Contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020. Scopo del documento è fornire un indirizzo coordinato e sostenibile per contrastare il fenomeno dell’antibiotico resistenza a livello nazionale, regionale e locale.

Il 2 novembre è stata sancita l'intesa dalla Conferenza Stato Regioni sul Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza 2017-2020.
Scopo del documento è fornire un indirizzo coordinato e sostenibile per contrastare il fenomeno dell’antibiotico resistenza a livello nazionale, regionale e locale integrando tutti i settori interessati secondo l’approccio «One health» promosso dall’Oms, dall’uso umano e veterinario alla sicurezza degli alimenti, agricola e ambientale.

Sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni
da microrganismi resistenti, comprese quelle correlate all’assistenza sanitaria, uso appropriato e sorveglianza del consumo di antibiotici, con una riduzione dell’impiego entro il 2020 superiore al 10% in ambito territoriale e oltre il 5% in ambito ospedaliero e con un taglio oltre il 30% nel settore veterinario (rispetto ai livelli 2016). Potenziamento dei servizi diagnostici di microbiologia, con il 100% delle regioni attrezzate alla sorveglianza e un numero di laboratori adeguato a seconda della popolazione; formazione degli operatori sanitari, educazione della popolazione e ricerca mirata. Sono queste le principali azioni da realizzare secondo il Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza 2017-2020 trasmesso dal ministero della Salute alla Presidenza del Consiglio e alla Conferenza delle regioni.

Scopo del documento, fornire un indirizzo coordinato e sostenibile per contrastare il fenomeno dell’antibiotico resistenza a livello nazionale, regionale e locale integrando tutti i settori interessati secondo l’approccio «One health» promosso dall’Oms, dall’uso umano e veterinario alla sicurezza degli alimenti, agricola e ambientale.

Una strategia da mettere in atto con tempestività perché il livello di urgenza è alto. In Italia infatti la resistenza agli antibiotici è tra le più elevate in Europa, quasi sempre sopra la media e gli ultimi trend rilevati per alcuni microrganismi rivelano una situazione di allarme.

Indispensabile sarà la partecipazione attiva di tutte le istituzioni interessate - Ministero, Iss, Agenas e Aifa in prima linea - oltre all’individuazione delle necessarie risorse e il monitoraggio dei risultati .

Al momento la rete di sorveglianza non è sufficiente. La rete di laboratori sentinella comprende 50 laboratori ospedalieri su tutto il territorio nazionale, a partecipazione volontaria, che raccolgono i dati su otto patogeni isolati da sangue e liquor per antibiotici rilevanti dal punto di vista clinico terapeutico o epidemiologico. Ma la rappresentatività territoriale è purtroppo limitata. «gli ospedali serviti dai laboratori partecipanti alla rete - si legge nel Piano - rappresentano approssimativamente il 15% dei posti letto del Ssn». A livello locale i laboratori delle strutture ospedaliere producono spesso rapporti epidemiologici periodici sulla sorveglianza dell’antibiotico resistenza ma «non sono disponibili informazioni sistematiche» e i contenuti di questi rapporti sono largamente eterogenei. È quindi necessario definire uno standard uniforme a livello nazionale e promuovere un’adeguata integrazione tra le sorveglianze regionali e quella centrale. Un ulteriore elemento di criticità è la mancanza di un sistema di allerta per nuovi o non comuni modelli di antibiotico resistenza.

Sul nodo formazione, il Piano nazionale si propone di promuoverla per “tutti gli attori coinvolti, in un approccio omnicomprensivo”, attraverso la definizione a livello nazionale di programmi formativi basati sull'organizzazione di corsi Ecm (residenziali e FAD) e la creazione di un sito web dedicato. Ma sono anche previsti interventi nei diversi ambiti della formazione di base, con l'istituzione entro il 2020 di una collaborazione specifica tra ministero della Salute e Miur per inserire nei curricula formativi dei corsi di laurea e di specializzazione dell'area sanitaria la tematica dell'antibiotico resistenza.

Il capitolo conclusivo del Piano è dedicato alla ricerca e innovazione, con l'obiettivo di promuovere studi e conoscenze sull'Amr, con particolare attenzione alla valutazione dell'efficacia degli interventi di sorveglianza e controllo e sfruttando appieno le opportunità offerte dai fondi strutturali europei e di investimento e dai finanziamenti diretti (Horizon 2020, Erasmus+, 3 rd Health programme). Altre opportunità di finanziamento nazionale sono quelle relative ai programmi del ministero della Salute e della ricerca indipendente di Aifa e del Centro prevenzione econtrollo delle malattie (Ccm).

 

Per saperne di più:

quadratino Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza 2017-2020 

 

 

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Testo Fonte: www.thelancet.com
La commissione di The Lancet sull'inquinamento e la salute affronta il problema dei costi sanitari e economici complessivi dovuti all'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo. La commissione mira a informare i responsabili decisionali di tutto il mondo sul peso che l'inquinamento pone sulla salute e lo sviluppo economico e sulle soluzioni e le strategie disponibili per il controllo.
La commissione di The Lancet sull'inquinamento e la salute affronta il problema dei costi sanitari e economici complessivi dovuti all'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo.
La commissione mira a informare i responsabili decisionali di tutto il mondo sul peso che l'inquinamento pone sulla salute e lo sviluppo economico e sulle soluzioni e le strategie disponibili per il controllo.

Il 19 ottobre la commissione ha pubblicato un importante studio e vari commenti.

Nello studio viene precisato che: "le malattie causate dall'inquinamento sono state responsabili di circa 9 milioni di morti premature nel 2015: il 16% di tutte le morti nel mondo - tre volte di più delle morti causate nell'insieme da AIDS, tubercolosi e malaria e 15 volte di più di tutte le guerre e delle altre forme di violenza. Nei paesi più gravemente colpiti, le malattie correlate all'inquinamento sono responsabile di più di una morte su quattro".


Esperti dell'Oms hanno commentato questi dati, focalizzando l'attenzione sugli altri problemi derivanti dall'ambiente e facendo riferimento a precedenti pubblicazioni, tra cui: