Mentre il tasso dei nuovi casi di HIV in Europa nel periodo 2004-2015 è rimasto stabile nei giovani, è aumentato di circa il 2% ogni anno negli adulti. A confermarlo sono i dati ECDC a cui è stato dedicato un articolo del Lancet HIV.
Mentre il tasso dei nuovi casi di HIV in Europa nel periodo 2004-2015 è rimasto stabile nei giovani, è aumentato di circa il 2% ogni anno negli adulti. A confermarlo sono i dati ECDC a cui è stato dedicato un articolo del Lancet HIV.
Con circa 30mila nuove infezioni diagnosticate ogni anno nel corso dell'ultimo decennio, l'epidemia di HIV rimane un problema di salute pubblica significativo nei 31 paesi dell'Europa.
Sulla base dei dati riportati dall'ECDC, tra il 2004 e il 2015 sono state oltre 300mila le nuove diagnosi di HIV negli adolescenti più giovani (tra i 15 e i 49 anni) e 54mila i casi segnalati tra gli adulti di età superiore ai 50 anni. In questo gruppo, il tasso di nuovi casi segnalati è aumentato del 2% ogni anno a partire dal 2004, quando furono 3132 le diagnosi notificate.
"L'aumento delle nuove diagnosi di HIV tra gli adulti indica la necessità urgente di aumentare la consapevolezza tra i fornitori di servizi sanitari e di offrire interventi di prevenzione più mirati per questo gruppo di età e per la popolazione adulta totale", hanno detto gli autori.
I cookie sono piccoli file di testo inviati all'utente dal sito web visitato e vengono memorizzati sull’hard disk del computer, consentendo in questo modo al sito web di riconoscere gli utenti e di memorizzare determinate informazioni su di loro, al fine di permettere o migliorare il servizio offerto.
Esistono diverse tipologie di cookie, alcuni sono necessari per poter navigare sul sito, altri hanno scopi diversi come garantire la sicurezza interna, amministrare il sistema, effettuare analisi statistiche, comprendere quali sono le sezioni del sito che interessano maggiormente gli utenti o offrire una visita personalizzata dello stesso.
La maggior parte dei browser accetta automaticamente i cookies, ma l’utente normalmente può modificare le impostazioni per disabilitare tale funzione.
E' possibile bloccare tutte le tipologie di cookie, oppure accettare di riceverne soltanto alcuni e disabilitarne altri. La sezione "Opzioni" o "Preferenze" nel menu del browser permettono di evitare di ricevere cookie e altre tecnologie di tracciamento utente, e come ottenere notifica dal browser dell’attivazione di queste tecnologie. In alternativa, è anche possibile consultare la sezione “Aiuto” della barra degli strumenti presente nella maggior parte dei browser.
Si ricorda inoltre che la disabilitazione dei cookie di navigazione o di quelli funzionali potrebbe causare il malfunzionamento del sito.
Tipologie di cookies utilizzati
Cookie di prima parte:
I cookie di prima parte (ovvero i cookie che appartengono al sito dell’editore che li ha creati) sono impostati dal sito web visitato dall'utente, il cui indirizzo compare nella finestra URL. L'utilizzo di tali cookies ci permette di far funzionare il sito in modo efficiente e di tracciare i modelli di comportamento dei visitatori.
Cookies di terzi:
I cookie di terzi sono impostati da un dominio differente da quello visitato dall'utente. Se un utente visita un sito e una società diversa invia l'informazione sfruttando quel sito, si è in presenza di cookie di terze parti.
Cookie di sessione: I c.d. ‘cookie di sessione’ sono memorizzati temporaneamente e vengono cancellati quando l’utente chiude il browser. Se l’utente si registra al sito, può utilizzare cookies che raccolgono dati personali al fine di identificare l’utente in occasione di visite successive e di facilitare l'accesso - login al Sito (per esempio conservando username e password dell’utente) e la navigazione sullo stesso. Inoltre vengono utilizzati cookie per finalità di amministrazione del sistema. Il sito potrebbe contenere link ad altri siti e non si ha alcun accesso o controllo su cookie, web bacon e altre tecnologie di tracciamento usate sui siti di terzi cui l’utente può accedere dal sito, sulla disponibilità, su qualsiasi contenuto e materiale che è pubblicato o ottenuto attraverso tali siti e sulle relative modalità di trattamento dei dati personali; a questo proposito, considerata la mole di tali siti terzi, declina espressamente ogni relativa responsabilità. L’utente dovrebbe verificare la privacy policy dei siti di terzi cui accede dal sito per conoscere le condizioni applicabili al trattamento dei dati personali poiché la Privacy Policy di questo sito si applica solo al sito come sopra definito.
Cookies persistenti:
I cookies persistenti sono memorizzati sul dispositivo degli utenti tra le sessioni del browser, consentendo di ricordare le preferenze o le azioni dell'utente in un sito. Possono essere utilizzati per diversi scopi, ad esempio per ricordare le preferenze e le scelte quando si utilizza il Sito.
Cookies essenziali:
Questi cookies sono strettamente necessari per il funzionamento del sito. Senza l'uso di tali cookies alcune parti del sito non funzionerebbero. Comprendono, ad esempio, i cookies che consentono di accedere in aree protette del Sito. Questi cookies non raccolgono informazioni per scopi di marketing e non possono essere disattivati.
Cookies funzionali:
Questi cookies servono a riconoscere un utente che torna a visitare il sito. Permettono di personalizzare i contenuti e ricordate le preferenze (ad esempio, la lingua selezionata o la regione). Questi cookies non raccolgono informazioni che possono identificare l'utente. Tutte le informazioni raccolte sono anonime.
Cookies di condivisione sui Social Network:
Questi cookies facilitano la condivisione dei contenuti del sito attraverso social network quali Facebook e Twitter. Per prendere visione delle rispettive privacy e cookies policies è possibile visitare i siti web dei social networks. Nel caso di Facebook e Twitter, ad esempio, l'utente può visitare https://www.facebook.com/help/cookies e https://twitter.com/privacy.
Nello specifico, si riporta di seguito la lista dei principali cookies utilizzati sul sito e relative descrizioni e funzionalità, compresa la durata temporale.
I nuovi LEA, entrati in vigore il 15 settembre 2017 e definiti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017, aggiornano l’elenco delle malattie rare esentabili. L’elenco, completamente riorganizzato, introduce 134 nuovi codici di esenzione, che fanno riferimento ad un totale di 201 malattie.
I nuovi LEA sono entrati in vigore il 15 settembre 2017, definiti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017, che ha aggiornato l’elenco delle malattie rare esentabili. L’elenco, completamente riorganizzato dal punto di vista dei codici, della nomenclatura e delle patologie, introduce 134 nuovi codici di esenzione, che fanno riferimento ad un totale di 201 malattie.
Osservatorio Malattie Rare, in collaborazione con Orphanet-Italia, ha realizzato una vera e propria Guida alle nuove esenzioni: uno strumento pratico destinato ai pazienti, alle ASL e, più in generale, a quanti operano nel mondo sanitario, per orientarsi nelle innovazioni introdotte dai LEA 2017 attraverso l’elenco ragionato dei nuovi codici, l’elenco completo in ordine alfabetico di tutte le patologie esenti e tutte le indicazioni per ottenere l’esenzione. La Guida descrive inoltre brevemente le nuove malattie rare esenti e offre alcune indicazioni per l’ottenimento degli altri benefici, di natura economica e non economica, ai quali i malati rari possono accedere in base alla normativa vigente.
I dati forniti dalla guida sono il risultato di un meticoloso lavoro di confronto tra il vecchio e il nuovo elenco ministeriale ed aiutano a fare chiarezza su tutte le variazioni introdotte dal Ministero. Il progetto editoriale, a cura dell’Osservatorio Malattie Rare in collaborazione con Orphanet Italia, è stato reso possibile grazie al contributo incondizionato di Alexion Pharma Italy, Alnylam Italia, Pfizer, Sanofi Genzyme e Shire.
“Questo aggiornamento e ampliamento della lista delle malattie rare esenti era atteso da tempo dai pazienti e rappresenta un passo veramente importante, soprattutto per il metodo dei ‘gruppi aperti’ adottato – dichiara Ilaria Ciancaleoni Bartoli, Direttore Osservatorio malattie rare – che ha consentito di andare ben oltre le 109 nuove malattie aggiuntive che inizialmente ci si attendeva. Questo non vuol dire che ogni malattia rara avrà l’esenzione: se una persona è affetta da una patologia che non compare in elenco come singola malattia, né può essere fatta afferire a un gruppo di patologie presenti nello stesso elenco, allora questa persona non avrà diritto all’esenzione ticket, ma il passo avanti rispetto al passato è enorme”.
“Questa iniziativa è nata dalla recente ‘rivoluzione’ introdotta in Italia nel campo delle malattie rare – spiega il prof. Bruno Dallapiccola, responsabile del progetto Orphanet-Italia – e si è concretizzata nella realizzazione di una guida sintetica, di facile lettura, in grado di aiutare tutti i portatori di interesse a muoversi all’interno del Decreto appena entrato in vigore e del nuovo elenco delle malattie esenti dal ticket, che arriva a 16 anni di distanza dal primo elenco. La logica dei gruppi aperti consente a tutte le malattie afferenti ad uno determinato gruppo, anche quando non specificate nell’elenco, di essere ricomprese ed esentate. Si tratta di un provvedimento che allinea l’Italia con quanto già avviene in alcuni altri Paesi Europei. Questo evento, che coincide con l’avvio delle Reti di Riferimento Europee, nelle quali l’Italia è il Paese più autorevolmente rappresentato, dà motivo di considerare il 2017 come un anno storico per le malattie rare”.
Come leggere la guida La Guida è in formato pdf. Può essere facilmente letta da pc e dispositivi mobili, ma può essere anche stampata. Tutto il contenuto della guida è stato realizzato in formato testuale, quindi è possibile utilizzare i consueti comandi di ricerca (ad esempio CTL+F) con i quali è possibile individuare la patologia e le altre informazioni di proprio interesse. Ricordiamo che la Guida può essere stampata unicamente per uso domestico. Qualunque utilizzo della Guida diverso da quello privato (come ad esempio la stampa e la distribuzione della guida in sedi associative, Caf, Sindacati, etc.) deve essere autorizzato preventivamente, inviando una richiesta alla mail indicata nelle prime pagine della Guida stessa. Una versione tipografica della stessa Guida sarà resa disponibile a breve, solo ed unicamente su richiesta.
Scarica gratuitamente la Guida completa realizzata da Osservatorio Malattie Rare in collaborazione con Orphanet-Italia.
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Determina dell’AIFA che autorizza l’aggiornamento, per la stagione 2017-2018, della composizione dei vaccini influenzali autorizzati secondo procedura registrativa nazionale, di mutuo riconoscimento e decentrata.
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Determina dell’AIFA che autorizza l’aggiornamento, per la stagione 2017-2018, della composizione dei vaccini influenzali autorizzati secondo procedura registrativa nazionale, di mutuo riconoscimento e decentrata (Determina AIFA N° 884/2017 e allegato).
Sono inoltre autorizzati i vaccini influenzali approvati secondo la procedura registrativa centralizzata coordinata dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA). La composizione di tutti i vaccini influenzali per la stagione 2017-2018 segue le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato per i Medicinali per Uso umano (CHMP) dell’EMA.
L’AIFA, in accordo alla Circolare del Ministero della Salute del 31 luglio 2017 (“Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2017-2018”), sottolinea che, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre, salvo specifiche indicazioni che saranno fornite, se necessario, nel caso di eventi legati ai vaccini e/o all’andamento epidemiologico stagionale dell’influenza.
La protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e perdura per un periodo di sei/otto mesi per poi decrescere. Per tale motivo, poiché i ceppi virali in circolazione possono mutare, è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale anche quando la composizione dei vaccini rimane invariata rispetto alla stagione precedente.
L’AIFA ricorda che, oltre alle misure di protezione e cura basate su vaccinazioni e all’eventuale uso di farmaci antivirali, una misura importante nel limitare la diffusione dell’influenza è rappresentata da una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie (ad esempio lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna).
L’AIFA invita a segnalare le sospette reazioni avverse che si verificassero dopo la somministrazione di un vaccino, in quanto le segnalazioni contribuiscono al monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dei vaccini come di ogni altro medicinale. Si ricorda che gli operatori sanitari sono tenuti a segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa osservata.
È inoltre possibile effettuare una segnalazione spontanea di sospetta reazione avversa secondo una delle modalità indicate nella sezione dedicata del portale AIFA.
Sul Lancet i risultati di un nuovo studio che ha analizzato i dati di circa 130mila persone tra i 35-70 anni di ben 17 paesi. La conclusione è che l'attività fisica è associata ad un minore rischio di mortalità ed eventi cardiovascolari.
The Lancet ha pubblicato i risultati di un nuovo studio condotto da PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology).
Lo studio ha analizzato i dati di circa 130mila persone tra i 35-70 anni, provenienti da ben 17 paesi; i partecipanti hanno compilato dei questionari dettagliati sul loro livello e tipo di attività fisica, e su altri fattori (dieta, fumo...). La conclusione degli autori è che l'attività fisica "ricreativa" e "non ricreativa" è associata ad un minore rischio di mortalità e eventi cardiovascolari. L'aumento dell'attività fisica è una strategia globale semplice e ampiamente applicabile a basso costo.