Un recente studio
pubblicato su BMJ Medicine getta nuova luce sulla prescrizione dell'esercizio fisico, suggerendo che la
diversificazione delle attività praticate possa essere rilevante quanto il volume totale.
Analizzando i dati di due tra i più significativi
studi di coorte prospettici – il Nurses’ Health Study e l’Health Professionals Follow-Up Study – i ricercatori hanno monitorato oltre 111.000 professionisti sanitari per un arco temporale di oltre trent'anni (1986-2020).
I dati: la varietà di attività fisica come fattore protettivo
Lo studio ha rilevato che le persone che praticavano una
vasta gamma di esercizi fisici presentavano un
rischio di mortalità per tutte le cause
inferiore del 19%.
La varietà nell'esercizio è stata associata a una
riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari, neoplasie e patologie respiratorie con un range di protezione compreso
tra il 13% e il 41%.
Nonostante l'importanza della varietà,
attività quotidiane semplici mantengono comunque un ruolo cruciale: il camminare è associato a un rischio di mortalità inferiore del 17%, mentre salire le scale riduce il rischio del 10%.
Soglie di beneficio e stile di vita integrato
I ricercatori hanno osservato che il minor rischio di mortalità associato all'attività fisica si stabilizzava dopo determinate soglie, suggerendo un potenziale limite agli effetti benefici, e che le persone più attive tendevano anche ad avere altre abitudini di vita salutari.
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