Un
articolo pubblicato nel fascicolo di dicembre di
Toscana Medica, evidenzia che l’unico strumento a oggi veramente efficace per prevenire la
Sindrome della morte improvvisa del lattante (Sudden Infant Death Syndrome - SIDS) è la
riduzione dei rischi a essa connessi.
La
SIDS è, per definizione, “la morte improvvisa e inattesa di un lattante al di sotto di un anno di età, che rimane inspiegata dopo una disamina completa del caso, comprendente l’esecuzione di un’autopsia, l’esame delle circostanze del decesso e la discussione clinica del caso”.
Il modello eziopatogenetico condiviso e adottato dalla comunità scientifica internazionale è il cosiddetto modello del “
triplice rischio”, che si basa su tre fattori interdipendenti:
- vulnerabilità biologica
- periodo critico di sviluppo (finestra di vulnerabilità)
- fattori esterni scatenanti (fattori di rischio).
Nell’articolo viene affrontato il tema dell’
entità del fenomeno e della
difficoltà a reperire dati attendibili.
L’
incidenza della SIDS nei
Paesi industrializzati dovrebbe essere di circa lo
0,5% dei nati vivi, ma la determinazione di questa causa di morte implica diverse difficoltà, ben descritte nell’articolo.
Viene peraltro ricordato che dopo l’iter diagnostico, il caso potrà essere classificato come:
- SIDS (Sudden Infant Death Syndrome)
- SUID (Sudden and Unexpected Infant Death):
- explained, se è da causa nota
- unexplained, se non è riconducibile né a SIDS (ad es. se il decesso non si è verificato durante il sonno), né a patologie note
- undetermined, se l’iter diagnostico non è stato correttamente seguito.
I
fattori di rischio considerati, dettagliatamente descritti e commentati nell’articolo sono:
- la posizione nel sonno
- il fumo di sigaretta
- il surriscaldamento
- le coperte e il letto
Le
possibili azioni preventive:
- l’allattamento al seno
- il succhiotto.
Sids, i dati della Toscana
In Toscana, i dati sulla
mortalità per SIDS sono gli unici che a livello nazionale sono stati elaborati nel rispetto dei criteri necessari, che devono prevedere:
- la corretta esecuzione del riscontro diagnostico
- l’indagine sullo scenario del decesso
- la discussione clinica del caso.
I dati sono riferiti al periodo
2008-2019.
Dal 2008 è stato costituito un
gruppo multidisciplinare di lavoro, che ha intrapreso varie iniziative mirate al fine di implementare la
corretta gestione dei casi di SIDS attraverso un’azione integrata finalizzata al sostegno alle famiglie colpite e all’identificazione delle cause della morte.
Nell’articolo vengono descritti accuratamente il
lavoro svolto, le
modalità, il
materiale informativo prodotto, la
scheda di rilevazione dei casi e i
risultati.
Tra i risultati viene evidenziato che
negli ultimi 11 anni si sono verificate:
- 65 SUID che rappresentano un tasso di mortalità globale dello 0,21 per 1.000 nati vivi
- 32 di queste erano inspiegabili e quindi SIDS (49%)
- 24 spiegabili (37%)
- 10 non classificabili per la non corretta esecuzione del protocollo (15%) (vedi tabella).

Dei
65 lattanti deceduti, 43 erano maschi (65%) e 23 (35%) femmine.
L’età media era di 3,2 mesi ± 2,7. Dei decessi, 21 (32%) si sono verificati in autunno, 16 (24%) in inverno, 18 (27%) in primavera e 11 (17%) in estate. Dalla valutazione dell’etnia del campione è emersa una significativa
prevalenza di bambini di genitori non italiani (38%).
E’ in fase di lancio una
nuova campagna informativa che adotterà un video che illustra le regole d’oro per la riduzione del rischio di SIDS e che i neogenitori potranno scaricare sul proprio pc o cellulare all’atto della dimissione dal punto nascita.
Raffaele Piumelli,
autore dell’articolo, è stato responsabile sino al 2020 del Centro Disturbi Respiratori nel Sonno-SIDS dell’AOU Meyer. Ha contribuito all’elaborazione delle “Raccomandazioni per la prevenzione della SIDS" ed ha coordinato il Gruppo di studio che ha elaborato la “Linea Guida /ALTE”. È autore di testi, PDTA, linee guida e pubblicazioni scientifiche sui disturbi respiratori nel sonno.
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