Il
20 dicembre 2020 Israele ha avviato una
campagna nazionale di vaccinazione contro COVID-19 per le persone di età pari o superiore a 16 anni, utilizzando esclusivamente il
vaccino Pfizer-BioNTech BNT162b2 mRNA COVID-19 (tozinameran).
Per lo
studio di sorveglianza retrospettivo, sono stati utilizzati i dati raccolti di routine dal Ministero della salute israeliano nei
primi 112 giorni della campagna di vaccinazione (20 dicembre 2020, fino al 10 aprile 2021).
E’ stato stimato l'
onere evitato di quattro esiti:
- infezioni da SARS-CoV-2
- ricoveri correlati a COVID-19
- ricoveri gravi o critici
- decessi.
Tutti gli individui di
età pari o superiore a 16 anni erano idonei per l'inoculazione con il vaccino BNT162b2 in un programma vaccinale che prevedeva
due dosi a 21 giorni di distanza.
Sono stati stimati gli
effetti diretti del programma di immunizzazione per tutti gli individui suscettibili (senza precedenti evidenze di infezione da SARS-CoV-2 confermata in laboratorio), che erano almeno in parte vaccinati (almeno una dose e almeno 14 giorni di follow-up dopo la prima dose).
E’ stato stimato il numero di
esiti correlati all'infezione da SARS-CoV-2 evitati sulla base delle differenze cumulative giornaliere di tasso specifiche per età, confrontando i tassi tra gli individui non vaccinati con quelli di individui almeno parzialmente vaccinati per ciascuno dei quattro esiti, la dimensione (age-specific) della popolazione suscettibile e la proporzione che è stata almeno in parte vaccinata.
La
campagna di vaccinazione di Israele, secondo le stime,
ha evitato:
- 158.665 (95% CI 144.640–172.690) di infezioni da SARS-CoV-2
- 24.597 (18.942–30.252) ricoveri
- 17.432 (12.770–22.094) ricoveri gravi o critici
- 5532 (3085–7982) decessi.
Si stima inoltre che:
- 16.213 (65,9%) di 24,597 ricoveri ospedalieri e 5035 (91,0%) di 5532 decessi evitati siano tra le persone di età pari o superiore a 65 anni
- 116.000 (73,1%) infezioni da SARS-CoV-2, 19.467 (79,1%) ricoveri correlati a COVID-19 e 4351 (79%) decessi evitati fossero imputabili alla popolazione completamente vaccinata.
Senza la campagna di vaccinazione nazionale,
Israele avrebbe probabilmente avuto il triplo del numero di ricoveri e decessi rispetto a ciò che si è effettivamente verificato durante la sua più grande ondata di pandemia fino ad oggi, e ciò avrebbe potuto sopraffare il sistema sanitario.
Gli
effetti indiretti e i benefici a lungo termine del programma, che potrebbero essere sostanziali,
non sono stati inclusi in queste stime e giustificano ricerche future.
Vaccinazione e possibili sfide future
Un
commento allo studio pone l’attenzione su alcune
scelte metodologiche e soprattutto fa riflettere su altre
sfide a cui potremmo trovarci di fronte.
E’ probabile che emergano più
varianti che potrebbero aumentare il potenziale di nuove infezioni negli individui vaccinati, il che costringerà i produttori ad
adattare i vaccini.
Allo stesso modo, alla luce delle nuove varianti emergenti,
non è chiara la durata della protezione indotta dal vaccino sia contro la malattia sintomatica, che contro l'infezione asintomatica: questo solleva interrogativi sulla necessità (e sull'adeguatezza) di
dosi di richiamo regolari (che
hanno iniziato ad essere offerte in Israele ad agosto 2021).
Molti paesi utilizzano
intervalli di somministrazione del vaccino COVID-19 diversi dall'intervallo autorizzato ufficialmente utilizzato in Israele e
combinano diversi prodotti vaccinali nei programmi di vaccinazione nazionali, inclusi i programmi di vaccinazione eterologhi. (n.d.r. ciò potrebbe comportare eventuali differenze nella reale efficacia)
Da una prospettiva globale, altre questioni al di fuori dell'ambito di questo articolo sono l'
equità, l'
accesso e l'
accessibilità dei vaccini.
Concludendo però, nonostante le sfide future, la
ricerca di Haas e colleghi documenta l'
immenso successo che il rapido rollout del vaccino contro il COVID-19 ha avuto in termini di riduzione della morbilità e della mortalità a livello di popolazione.
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